Seguendo l'esempio dei suoi cinque colleghi che hanno collaborato all'inchiesta "Marna", un imprenditore agrigentino ha denunciato il suo estorsore e in cella è tornato Francesco Gucciardo, imprenditore di Realmonte ed ex consigliere del suo paese. E mentre i suoi cinque colleghi depongono davanti al gup di Palermo, Confindustria rilancia l'appello: "È ora di rompere gli indugi e di denunciare"
Francesco GucciardoUn imprenditore di Agrigento, stanco di pagare il pizzo, ha denunciato un suo collega, ritenuto l'esattore della tangente. Si tratta di Francesco Gucciardo (nella foto a sinistra) 31 anni, ex consigliere comunale di Realmonte (Agrigento), tornato in carcere dopo essere stato già coinvolto in precedenti indagini. Con lui è stato arrestato anche un manovale di Siculiana, nell’agrigentino, Vincenzo Iacono (nella foto a destra), di 31 anni. Entrambi sono accusati, dai pm della Dda di Palermo, di associazione mafiosa armata, in concorso fra loro e con altri soggetti arrestati nell’operazione “Marna” del 29 ottobre scorso. I due sono anche accusati di aver protetto la latitanza del capomafia di Porto Empedocle (Agrigento), Gerlando Messina, facendogli anche da scorta armata nei suoi spostamenti.
Francesco Gucciardo (nella foto a destra) era già finito in carcere nell’operazione "Marna" , scaturita dalla denuncia di cinque imprenditori dell’Agrigentino fra cui anche Giuseppe Catanzaro, presidente provinciale di Confindustria. Il tribunale del Riesame, però, l’aveva scarcerato poco tempo dopo per mancanza di indizi. Così la denuncia di questo imprenditore, che segue l’esempio degli altri cinque, ha consentito agli inquirenti di raccogliere abbastanza elementi da chiedere e ottenere il provvedimento di custodia cautelare dal gip del tribunale di Palermo. Gucciardo, secondo i pm, avrebbe riscosso personalmente il pizzo dall’imprenditore, circa 15 mila euro, per quattro anni, fino alla sua denuncia. Intanto i cinque imprenditori che hanno denunciato hanno già desposto durante un incidente probatoria di fronte al gup del tribunale di Palermo.
Dopo "gli arresti di ieri a Palermo e di oggi ad Agrigento" Sicindustria lancia un ulteriore appello a tutti gli imprenditori "di seguire l'esempio di questi coraggiosi colleghi e invita ancora una volta tutti gli associati a rompere ogni indugio e a denunciare gli estorsori".
Andrea Cottone
Fonte: Ateneonline
Francesco GucciardoUn imprenditore di Agrigento, stanco di pagare il pizzo, ha denunciato un suo collega, ritenuto l'esattore della tangente. Si tratta di Francesco Gucciardo (nella foto a sinistra) 31 anni, ex consigliere comunale di Realmonte (Agrigento), tornato in carcere dopo essere stato già coinvolto in precedenti indagini. Con lui è stato arrestato anche un manovale di Siculiana, nell’agrigentino, Vincenzo Iacono (nella foto a destra), di 31 anni. Entrambi sono accusati, dai pm della Dda di Palermo, di associazione mafiosa armata, in concorso fra loro e con altri soggetti arrestati nell’operazione “Marna” del 29 ottobre scorso. I due sono anche accusati di aver protetto la latitanza del capomafia di Porto Empedocle (Agrigento), Gerlando Messina, facendogli anche da scorta armata nei suoi spostamenti.
Francesco Gucciardo (nella foto a destra) era già finito in carcere nell’operazione "Marna" , scaturita dalla denuncia di cinque imprenditori dell’Agrigentino fra cui anche Giuseppe Catanzaro, presidente provinciale di Confindustria. Il tribunale del Riesame, però, l’aveva scarcerato poco tempo dopo per mancanza di indizi. Così la denuncia di questo imprenditore, che segue l’esempio degli altri cinque, ha consentito agli inquirenti di raccogliere abbastanza elementi da chiedere e ottenere il provvedimento di custodia cautelare dal gip del tribunale di Palermo. Gucciardo, secondo i pm, avrebbe riscosso personalmente il pizzo dall’imprenditore, circa 15 mila euro, per quattro anni, fino alla sua denuncia. Intanto i cinque imprenditori che hanno denunciato hanno già desposto durante un incidente probatoria di fronte al gup del tribunale di Palermo.
Dopo "gli arresti di ieri a Palermo e di oggi ad Agrigento" Sicindustria lancia un ulteriore appello a tutti gli imprenditori "di seguire l'esempio di questi coraggiosi colleghi e invita ancora una volta tutti gli associati a rompere ogni indugio e a denunciare gli estorsori".
Andrea Cottone
Fonte: Ateneonline




