30/04/2006
GIUSEPPE DI SALVO E L'UMANISMO

Giuseppe Di Salvo rappresenta la coscienza della Sicilia che lavora, che vive del proprio sudore della fronte, evidenziando che la dignità umana non può essere esposta ad erosione, non può essere svilita da falsi idoli.
Nelle sue magnifìche tele i Siciliani hanno la pelle sciupata dal sole e dalle intemperie, segnata dalle fatiche quotidiane ma hanno un animo da Telamoni, da giganti che lottano per affermare l'umanismo.
Nel pittore si rileva il desiderio di portare alla ribalta i lavoratori che si curvano per raccogliere i frutti della madre terra ma non si curvano per raccogliere i frutti della violenza. In un baleno la schiena si raddrizza e i contadini mostrano le arance che brillano come lanterne, dipanando il buio di tante situazioni drammatiche, stringono al petto mazzi di spighe, i cui chicchi simboleggiano i figli abbracciati dai padri e dalle madri e depongono nelle ceste grappoli di uva come se fossero grappoli di luce.
Si respira l'intenso profumo della campagna siciliana e dappertutto si propaga un buon odore: odore di veri uomini e di vere donne. L'accentuato cromatismo ( l'azzurro rutilante del cielo, il verde dai toni variegati degli alberi e dei campi, il giallo scintillante del grano, la luce unica del sole siciliano) mette in risalto i colori abbaglianti della nostra terra che contrastano con quelli cupi dei temporali, causati da quegli individui che vogliono annebbiare lo splendore della "perla" del Mediterraneo.
Le immagini dai contorni netti, con pennellate precise che sottolineano i più piccoli particolari, esprimono un pathos ed una vitalità prorompenti, denotando la capacità di far "vedere" attraverso l'aspetto esteriore quello ulteriore, ossia la voglia di riscatto degli uomini, il desiderio di fare sapere a tutti che la Sicilia è una fucina di valori genuini e schietti.
Commuove la capacità del pittore di trasfigurare gli ulivi poiché, tramite essi, manifesta un particolare aspetto del carattere dei Siciliani: quello di avere radici profonde nelle tradizioni, legami solidi con il passato, impedendo loro di essere fuscelli in balia del vento, oltre al fatto che, dipingendo i Siciliani nell'atto di raccogliere le olive per estrarre l'olio nuovo, ne indica la voglia di insaporire gradevolmente la realtà odierna contro gli istinti che la vogliono condire con sentimenti sgradevoli.
Giuseppe Di Salvo opera una catarsi e salva da azioni che mortificano l'essenza umana. Egli ai suoi personaggi fa tenere tra le mani i "ferri del mestiere", allontanando dalla tentazione dei "ferri del non mestiere". La luce dei suoi quadri ne sveglia un'altra: quella della "Resurrezione". Le sue tematiche "siciliane" si vestono di "universalità" ed egli si qualifica pittore al di là di ogni confine.

Giuseppina Mira